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Quattro chiacchiere con Massimo Gullone di Ms Artrix – A cura di Anna Radice | HARLEYSTI.COM
Quattro chiacchiere con Massimo Gullone di Ms Artrix – A cura di Anna Radice

Quattro chiacchiere con Massimo Gullone di Ms Artrix – A cura di Anna Radice

TOPADTES

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Siamo ormai giunti a Novembre, tanti bikers impavidi e non curanti del primo freddo o della prima pioggia continuano a far rombare il proprio drago bicilindrico per le strade, tanti altri che lo hanno invece rimessato sono già a pensare alle prossime modifiche, magari come meritato regalo sotto l’albero, altri ancora ne sognano uno tutto nuovo capace di rispecchiare la propria unicità.
A volte questi sogni riescono a materializzarsi e diventare reali grazie all’estro di Massimo Gullone di Ms Artrix, con il quale ho avuto il grande piacere di poter scambiare quattro chiacchiere , che vorrei condividere con voi, con chi come me sa stupirsi di fronte a un bicilindrico che ci riporta indietro ai tempi delle prime gare in moto , ma ancora attuale ed in grado di suscitare emozioni , ancor di più attraverso linee sinuose, quasi futuristiche che sembrano uscite da un set cinematografico.
Sotto i riflettori , moquette e teli di raso , sopra i quali poggiano le sue creazioni : Così Massimo ha voluto il suo stand all’ evento Rombo di Tuono a Brescia.

Mi spiega che le moto vanno valorizzate anche attraverso la cura di questi dettagli di presentazione, perché le moto come dice lui ” non vanno buttate lì sull’asfalto o sul cemento”.

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Tale cura si respira subito anche nelle immagini della sua “officina-atelier” di Aosta.
La giornata di questo abile “maestro sartoriale” é frenetica, divisa tra le attività d’ufficio più disparate, telefonate,fax, arrivi dei clienti e dei corrieri, seguite dalla “pace” creativa, se così la possiamo definire, che lo porta a buttarsi a capofitto nello studio ed elaborazione delle sue idee, coinvolto appieno da sera “fino anche a mezzanotte”, guidato dalla sua grandissima passione .
Passione nella quale Massimo ci mette l’anima, proprio come “Anima” é il nome di una moto creata per un cliente .

Tante moto realizzate negli anni , tanti nomi suggestivi ed unici ed in ognuna soffia la propria “anima”.
Ebbene sì, il nome é una delle poche cose che viene lasciata alla scelta del cliente, come afferma Massimo.
Lui gli chiede che idea abbia in mente e se vi sono colori di preferenza; é da qui che partirà il sogno, che il cliente potrà ammirare solo una volta ultimato e celato sotto un telo, perché Massimo ci tiene a creare un rituale della scopertura alla consegna delle sue moto, chiaramente tra la comprensibile trepidanza di chi ha riposto piena fiducia nel risultato di mani esperte, quelle che lo hanno portato a ricevere un riconoscimento prestigioso a livello mondiale nel 2013 come Master Bike Builder II, titolo conferitogli da Jeff Starke .


Poche sono le componenti che acquista quali motore, cambio e comandi. Marmitte, forcelle, mono-braccio e cerchi vengono prodotti artigianalmente da lui in “esclusiva”.
Evoluzione e ricerca sono da sempre i suoi punti saldi : nelle sue moto nulla è lasciato al caso, grande importanza è data all’aspetto estetico tanto da non lasciare a vista né cavi, né fascette , né bulloni.
Alla mia domanda quando avesse realizzato la prima moto per sè , risponde che “Ultra Violet”, questo il nome ,in quanto realizzata interamente in colore viola , ha visto la luce nel 1998.
Chissà cosa Massimo terrà in serbo per il Motor Bike Expo di Verona del prossimo gennaio ?
Lo aspettano lunghe giornate per realizzare “sei o sette” nuove moto, così mi dice.
Niente sembra fermarlo e alla domanda in chiusura di questa piacevole chiacchierata , gli chiedo quale possa essere la sua sfida per il 2017 : lui mi risponde prontamente che la sfida sta in ogni moto che crea in un’eterna competizione con sé stesso, proprio perché mentre monta una moto dice “come è bella ..”, ma a lavoro terminato , qualche giorno dopo, ripete tra sé ” mah, potrei avere fatto così “… E via verso un nuovo sogno da trasformare in realtà !
Le sue moto sono opere d’arte, che non sono belle da ammirare su un podio ma sono mostri che corrono sull’asfalto .
Ringrazio Massimo per la disponibilità ed il tempo dedicatomi, perché come mi ha raccontato lui, le sue moto piacciono molto anche ad un pubblico femminile ed io ne faccio parte.

A cura di Anna Radice 

 



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